ratelli, ho fiducia nel Signore di poter venire presto. Ho ritenuto necessario per ora mandare da voi Epafrodìto, fratello mio, mio collaboratore, mio commilitone, apostolo e assistente nelle mie necessità. Aveva un gran desiderio di voi tutti ed era inquieto perché avevate sentito dire che era malato. Fu infatti malato quasi a morte; ma Dio ebbe pietà di lui, e non solo di lui ma anche di me, perché non avessi dolore su dolore. Perciò l'ho mandato prontamente, affinché, vedendolo, vi rallegriate di nuovo e io non sia dispiaciuto. Accoglietelo dunque nel Signore con ogni gioia e stimate quelli come lui, perché ha sfiorato la morte per l'opera di Cristo, mettendo a repentaglio la sua vita onde supplire al servizio che non potevate prestarmi voi.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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