aro Timoteo: questa è parola fedele: se uno aspira all'episcopato, desidera un buon lavoro. Bisogna infatti che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace d'insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non amante del denaro; sappia ben governare la propria casa e tenere i figli sottomessi con gran dignità. Se uno non sa governare la propria casa, come potrà aver cura della Chiesa di Dio? Non sia però un neòfita, perché non insuperbisca e incorra nella medesima condanna del diavolo. Bisogna inoltre che goda di buona stima presso quelli di fuori, per non cadere in discredito e nei lacci del diavolo. Ugualmente i diaconi siano persone degne, non doppi nel parlare, non dediti al molto vino, né avidi di turpe guadagno: conservino il mistero della fede in una coscienza pura. Perciò siano prima sperimentati e poi, se irreprensibili, esercitino il ministero. Del pari le mogli siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. I diaconi siano mariti di una sola donna, e capaci di guidare bene i figli e le proprie case. Quelli infatti che avranno ben servito si acquisteranno un grado e molta fiducia nella fede in Cristo Gesù.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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