ratelli, quando vi radunate e ciascuno ha un salmo, una dottrina, una rivelazione, un messaggio in qualche lingua, una interpretazione, tutto si faccia per l'edificazione. Quando si parla in lingue, siano in due o al massimo in tre a parlare, e per ordine, e vi sia uno che faccia da interprete. Se non vi è chi interpreta, quello taccia in chiesa e parli a se stesso e a Dio. I profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino; se poi uno dei presenti riceve una rivelazione, chi presiede taccia. Uno per volta, infatti, tutti potete profetare, affinché tutti possano apprendere ed essere esortati. Le ispirazioni dei profeti sono sottomesse ai profeti; perché Dio non è Dio di disordine ma di pace. Come in tutte le Chiese dei santi, le donne tacciano nelle assemblee: non è loro permesso parlare, ma stiano sottomesse, come dice anche la Legge. Se vogliono imparare qualcosa, interroghino a casa i mariti. E' disdicevole per una donna parlare in assemblea. Forse la parola di Dio è partita da voi? O è giunta solo a voi? Chi ritiene di essere profeta o spirituale, deve riconoscere che quanto vi scrivo è precetto del Signore. Se qualcuno non lo riconosce, neppure lui è riconosciuto. Dunque, fratelli miei, aspirate alla profezia, ma non impedite che si parli in lingue E tutto avvenga nel decoro e in ordine.
r
atelli, voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore. Questa è la mia difesa contro quelli che mi giudicano. Noi non possiamo mangiare e bere? Non possiamo portare con noi una donna, una sorella, come gli altri apostoli, e i fratelli del Signore e Kifàs? O solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare? Chi mai fa il soldato a proprie spese? Chi pianta una vigna e non ne mangia il frutto? Chi pascola un gregge senza cibarsi del latte del gregge? Dico forse questo da un punto di vista umano o non dice così anche la Legge? Sta scritto infatti nella Legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? O parla proprio per noi? Certamente fu scritto per noi! Poiché è naturale che l’aratore ari nella speranza e che il trebbiatore trebbi nella speranza di avere la sua parte. Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è gran cosa se mietiamo beni materiali? Se altri hanno tale diritto su di voi, non l’avremmo noi di più? Non abbiamo però voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo. [Pari agli Apostoli]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
Copyright © 2019 - 2025 Hristos – Tutti i diritti riservati
Potresti essere interessato a...



