ratelli, tutto io reputo una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore; per lui ho lasciato perdere tutte queste cose valutandole rifiuti, per guadagnare Cristo ed essere trovato in lui – non con una mia giustizia derivante dalla Legge, ma con quella dalla fede di Cristo, la giustizia che viene da Dio e si fonda sulla fede – e per conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la comunione alle sue sofferenze, facendomi conforme alla sua morte, onde giungere, in qualche modo, alla risurrezione dai morti. Non che io abbia già ottenuto o sia diventato perfetto: corro a prendere perché anch'io sono stato preso da Cristo Gesù. Fratelli, non penso ancora di avere ottenuto; questo dico: dimenticando il passato e protendendomi verso l'avvenire, mi lancio verso la meta, inseguo il premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù. Quanti dunque siamo perfetti, coltiviamo questi pensieri: se in qualche cosa pensate diversamente, Dio v'illuminerà anche su questo. Intanto, dal punto in cui siamo giunti continuiamo sulla stessa linea. Imitate me, fratelli, e guardate coloro che si comportano secondo il modello che avete in noi. Perché molti – ve ne ho parlato spesso e ora ve ne parlo piangendo – si comportano da nemici della croce di Cristo: la loro fine è la perdizione, il loro dio il ventre, il loro vanto nella loro vergogna, avendo in mente solo i beni della terra.
ratelli, vi rendo noto che il vangelo da me evangelizzato non è secondo l’uomo: infatti non l’ho ricevuto da un uomo né sono stato ammaestrato se non per rivelazione di Gesù Cristo. Avete udito certamente della mia condotta d’un tempo nel giudaismo: perseguitavo oltre ogni limite la Chiesa di Dio e la devastavo. Superavo nel giudaismo molti coetanei del mio popolo, essendo ben più di loro zelante delle tradizioni dei miei padri. Quando poi piacque a Dio - che mi aveva separato fin dal ventre di mia madre e mi aveva chiamato con la sua grazia - di rivelare il Figlio suo in me, affinché lo evangelizzassi ai gentili, subito, senza chiedere consiglio alla carne o al sangue, senza salire a Gerusalemme da quelli che erano apostoli prima di me, partii per l’Arabia e poi tornai a Damasco. In seguito, dopo tre anni, salii a Gerusalemme per vedere Kifàs e mi trattenni presso di lui quindici giorni. Degli apostoli non vidi altro se non Giacomo, il fratello del Signore. [Apostolo]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
Copyright © 2019 - 2025 Hristos – Tutti i diritti riservati
Potresti essere interessato a...



