ratelli, se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di uno solo, molto più quelli che ricevono l'abbondanza della grazie e del dono della giustificazione regnano nella vita a causa del solo Gesù Cristo. Dunque, come a causa di una sola colpa si ebbe condanna per tutti gli uomini, così anche a causa di un solo atto di giustizia si ebbe giustificazione di vita per tutti gli uomini. Come infatti per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. La Legge poi sopraggiunse affinché abbondasse il peccato, ma dove ha abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia, affinché come il peccato regnò nella morte, così anche la grazia regni per mezzo della giustizia, per la vita eterna attraverso Gesù Cristo nostro Signore. Che diremo dunque? Restiamo nel peccato perché abbondi la grazia? No! Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?
iuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo, agli eletti che vivono nell'amore di Dio Padre e sono stati preservati per Gesù Cristo: misericordia a voi e pace e carità in abbondanza.
Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra salvezza, ma sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte. Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo.
Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d'Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno.
Ugualmente, anche costoro, come sotto la spinta dei loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri gloriosi. L'arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! Costoro invece bestemmiano tutto ciò che ignorano; tutto ciò che essi conoscono per mezzo dei sensi, come animali senza ragione, questo serve a loro rovina. [Apostolo]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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