ratelli, per questo Cristo morì e visse: per essere signore dei morti e dei vivi. Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, infatti sta scritto: Io vivo, dice il Signore: davanti a me si piegherà ogni ginocchio e ogni lingua riconoscerà Dio. Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. Non giudichiamoci più gli uni gli altri; piuttosto datevi pensiero di non porre inciampo o scandalo al fratello. So, e ne sono persuaso nel Signore Gesù, che niente è impuro in se stesso; ma se uno ritiene che una cosa è impura, per lui lo è. Perciò se per un cibo il tuo fratello resta turbato, tu non ti comporti più secondo l’amore. A causa del cibo, non mandare in rovina colui per il quale Cristo è morto! Non bestemmiate tra voi il bene: il regno di Dio non è cibo o bevanda, ma giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo. Chi serve a Cristo in queste cose, è ben gradito a Dio e stimato dagli uomini.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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