aolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio secondo la promessa di vita che è in Cristo Gesù Cristo, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù nostro Signore. Non vergognarti della testimonianza del Signore nostro né di me suo prigioniero, ma soffri con me per il vangelo, confidando nella forza di Dio. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione che è santa, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo disegno di grazia, che ci fu data in Cristo prima dei tempi eterni, ma che è stata manifestata ora mediante l'apparizione del Salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha reso inerte la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del vangelo, del quale io sono stato stabilito araldo, apostolo e maestro dei gentili. Proprio per questo motivo sopporto tali cose, ma non ne arrossisco: so infatti a chi ho creduto e sono convinto che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno. Prendi a modello le sane parole che hai udito da me, nella fede e nell'amore di Cristo Gesù. Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi. Lo sai che tutti quelli dell'Asia, tra cui Figelio ed Ermògene, mi hanno abbandonato. Il Signore usi misericordia alla casa di Onesìforo, perché spesso egli mi ha rianimato e non si è vergognato delle mie catene: anzi, venuto a Roma, mi cercò premurosamente finché non mi ebbe trovato. Il Signore gli conceda di trovare misericordia presso di lui in quel giorno: quanto fu utile in Efeso tu li conosci meglio di me.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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