ratelli, mi compiaccio delle infermità, degli oltraggi, delle necessità, delle persecuzioni, delle angustie, a motivo di Cristo; perché quando sono debole, allora sono forte. Sono diventato insensato: voi mi avete costretto. Avrei dovuto essere raccomandato da voi, perché non sono in nulla inferiore ai grandi apostoli, anche se sono niente. I segni dell'apostolo sono stati compiuti in mezzo a voi, in ogni pazienza, con segni, prodigi e portenti. In che cosa siete stati inferiori alle altre Chiese, se non che io non ho pesato su di voi? Perdonatemi quest'ingiustizia! E' la terza volta che sto per venire da voi, e non vi sarò di peso; perché non cerco le cose vostre, ma voi. Non spetta ai figli mettere da parte per i genitori, ma ai genitori per i figli. E io volentieri prodigherò e consumerò me stesso per le vostre anime. Se vi amo tanto, dovrei essere riamato di meno? Ma sia pure, io non ho gravato su di voi; però, furbo qual sono, vi ho preso con l'inganno. Vi ho forse sfruttato per mezzo di qualcuno di quelli che ho inviato tra voi? Ho pregato Tito e l'ho mandato con il fratello. Forse Tito vi ha sfruttato in qualche cosa? Non abbiamo camminato nello stesso spirito sulle medesime tracce? Da tempo pensate che stiamo difendendoci davanti a voi. Parliamo davanti a Dio, in Cristo, e tutto, carissimi, a vostra edificazione.
aolo, servo di Dio, apostolo di Gesù Cristo per chiamare alla fede gli eletti di Dio e per far conoscere la verità che conduce alla pietà ed è fondata sulla speranza della vita eterna, promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce, e manifestata poi con la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore, a Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.
Questo devi insegnare, raccomandare e rimproverare con tutta autorità. Nessuno osi disprezzarti!
Ricorda loro di esser sottomessi ai magistrati e alle autorità, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlar male di nessuno, di evitare le contese, di esser mansueti, mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini. Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell'invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda.
Quando ti avrò mandato Artema o Tìchico, cerca di venire subito da me a Nicòpoli, perché ho deciso di passare l'inverno colà. Provvedi con cura al viaggio di Zena, il giureconsulto, e di Apollo, che non manchi loro nulla.
Ti salutano tutti coloro che sono con me. Saluta quelli che ci amano nella fede.
La grazia sia con tutti voi! [Titus 1:1-4; 2:15-3, 3; 12-13, 15 Apostolo]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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