ratelli, voi sapete che la nostra venuta tra voi non fu vana, ma dopo aver sofferto e subìto oltraggi a Filippi, come sapete, abbiamo preso l'ardire in Dio nostro, di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molti ostacoli. La nostra esortazione non è dettata da errore né da malafede né da inganno, ma, come siamo stati fatti degni da Dio di essere incaricati dal vangelo, così parliamo, non per piacere agli uomini, ma a Dio, che scruta i nostri cuori. Giammai, infatti, siamo ricorsi a parole d'adulazione, come sapete, né a pretesto di guadagno. Dio è testimone: neppure abbiamo cercato dagli uomini la gloria, né da voi né da altri. Pur potendo far valere l'autorità d'apostoli di Cristo, siamo stati invece amorevoli con voi: come una madre allatta con amore i figli, così noi, desiderandovi ardentemente, eravamo disposti a darvi non solo il vangelo di Dio ma anche l'anima nostra, tanto vi amiamo.
iletto figlio Timòteo, raffòrzati nella grazia che è in Cristo Gesù, e le cose che udiste da me davanti a molti testimoni, consegnale a uomini fidati, i quali siano capaci di insegnare anche agli altri. Soffri insieme con me da buon soldato di Cristo Gesù. Nessuno che fa il servizio militare s’immischia nelle faccende della vita, per fare piacere a chi lo ha arruolato. Chi lotta con qualcuno, non viene incoronato se non lotta correttamente: l’agricoltore che lavora deve ricevere i frutti per primo. Rifletti a quanto ti dico: il Signore ti darà intelligenza in tutto. Ricordati che Gesù Cristo, del seme di David, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo. In esso soffro, come un malfattore, fino alle catene; ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io tutto sopporto per gli eletti, perché anch’essi ottengano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. [S. Demetrio]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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