ratelli, se siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché, quasi viveste nel mondo, vi sottomettete a un precetto quale "non prendere", "non gustare", "non toccare"? So tutte cose destinate a logorarsi con l'uso, prescrizioni e insegnamenti umani. Hanno parvenza di saggezza, con la loro falsa religiosità, umiltà e austerità verso il corpo, ma sono prive di valore, perché saziano la carne. Se dunque siete risorti insieme al Cristo, cercate le cose di lassù dov'è il Cristo, assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra: voi infatti siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio.
ratelli, Comportatevi saggiamente con quelli di fuori; approfittate di ogni occasione. Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito di sapienza, per sapere come rispondere a ciascuno.
Tutto quanto mi riguarda ve lo riferirà Tìchico, il caro fratello e ministro fedele, mio compagno nel servizio del Signore, che io mando a voi, perché conosciate le nostre condizioni e perché rechi conforto ai vostri cuori. Con lui verrà anche Onèsimo, il fedele e caro fratello, che è dei vostri. Essi vi informeranno su tutte le cose di qui.
Vi salutano Luca, il caro medico, e Dema.
Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi. [Apostolo]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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