n quel tempo Gesù entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i dodici diretto a Betania. Il giorno dopo, mentre uscivano da Betania, ebbe fame. E avendo visto da lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò se per caso vi trovasse qualcosa; ma venne e non trovò altro che foglie. Non era infatti quello il tempo dei fichi. E Gesù gli disse: "Nessuno mangi più frutti tuoi; in eterno!" E i discepoli l'udirono. Giunsero a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, Gesù si mise a cacciare quelli che vendevano e compravano nel tempio, rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. Ed insegnava loro dicendo: "Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata da tutte le genti Casa di Preghiera? Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!" L'udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di ucciderlo ma avevano paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato della sua dottrina. Quando fu sera uscirono dalla città. Al mattino, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. Allora Pietro si ricordò e gli disse: "Ravvì, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato!" Gesù allora rispose e disse loro: "Abbiate fede in Dio! In verità vi dico: chiunque dica a questo monte: Togliti e gettati a mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, sarà fatto a lui".
n quel tempo, quando i Magi si allontanarono verso il loro paese, ecco che in sogno un angelo del Signore appare a Giuseppe e gli dice: "Alzati; prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto e rimani là finché te lo dica. Infatti Erode sta per cercare il bambino per ucciderlo". Egli allora si alzò e prese con sé il bambino e sua madre e, nella notte, si ritirò in Egitto. Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quanto fu annunziato dal Signore per mezzo del profeta che dice: Dall'Egitto ho chiamato mio figlio. Allora Erode, visto che era stato giocato dai Magi, si adirò molto e mandò a uccidere tutti i bambini che erano in Betlemme e in tutto il suo territorio da due anni in giù, secondo il tempo preciso che aveva chiesto ai Magi. Allora si adempì quanto fu detto per mezzo del profeta Geremia, che dice: Una voce s'è udita in Rama, pianto e lamento grande; Rachele piange i suoi figli, e non vuol essere consolata, perché non sono più. Dopo la morte di Erode, ecco un angelo del Signore appare in sogno a Giuseppe in Egitto e dice: "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre, e va' in terra d'Israele, infatti sono morti quelli che cercavano la vita del bambino". Egli allora si alzò, prese con sé il bambino e sua madre ed entrò in terra d'Israele. Quando poi udì che Archelao era re di Giudea al posto di Erode suo padre, ebbe paura di recarsi là. Avvertito però in sogno, si ritirò dalle parti della Galilea e venne ad abitare nella città chiamata Nazaret, affinché si compisse quel che era stato detto per mezzo dei profeti: Sarà chiamato Nazoreo. [Martiri]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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