arissimi, chi vuole amare la vita e vedere giorni buoni, trattenga la lingua dal male e le labbra dal pronunciare inganno, si allontani dal male e faccia il bene, cerchi la pace e la persegua, poiché gli occhi del Signore sono sopra i giusti e i suoi orecchi verso le loro preghiere: ma il volto del Signore è contro chi fa il male. E chi potrà farvi del male se sarete ferventi nel bene? Ma se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma santificate il Signore Dio nei vostri cuori, pronti a sempre a dare una risposta a chi vi domandi ragione della vostra speranza, con mitezza e rispetto, con buona coscienza, in modo che nel momento stesso in cui si parla male di voi, siano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. E’ meglio, infatti, se così vuole la volontà di Dio, soffrire facendo il bene che facendo il male. Poiché anche Cristo una volta per tutte patì per i peccati, giusto a favore dei non giusti, per ricondurvi a Dio, messo a morte nella carne ma vivificato nello Spirito. In esso andò a portare l’annuncio anche agli spiriti in prigione, che un tempo erano stati disobbedienti, quando Dio – nella sua bontà – attendeva nei giorni di Noè che fosse costruita l’arca, nella quale solo otto persone trovarono scampo per mezzo dell’acqua, la quale – come figura dell’immersione – ora salva anche voi: non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione a Dio di una coscienza buona, in forza della risurrezione di Gesù Cristo, che sta alla destra di Dio, essendo salito in cielo dopo che gli sono stati sottomessi gli angeli, le Virtù e le Potenze.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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