ratelli, parlo nel vostro interesse: non per gettarvi un cappio, ma per ciò che è degno e conduce al Signore senza distrazioni. Se però qualcuno teme di non comportarsi bene con la sua vergine, quando sia in piena età, e conviene che così avvenga, faccia quello che desidera; non pecca, si sposino. Chi invece ha deciso fermamente nel suo cuore, senza esservi costretto, ma è padrone della sua volontà, e ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene. In conclusione, colui che sposa la sua vergine, fa bene. Perciò, colui che sposa la sua vergine fa bene, e chi non si sposa fa meglio. La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore. Ma se rimane così com’è, secondo il mio parere è meglio: credo infatti d’avere anch’io lo Spirito di Dio. Quanto alle carni immolate agli ìdoli, so che tutti ne abbiamo scienza. Ma la scienza gonfia, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora conosciuto come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli ìdoli, sappiamo che un ìdolo è nulla al mondo, che non esiste che un Dio solo. In realtà, anche se vi sono pretese divinità in cielo e in terra, e di fatto vi sono molte divinità e molti signori, per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi per lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, in virtù del quale sono tutte le cose e noi grazie a lui. Ma non in tutti c’è la scienza: anzi alcuni, per la consuetudine avuta fino a ora con gli ìdoli, mangiano le carni immolate agli ìdoli, e la loro coscienza – che è debole - si contamina.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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