n quei giorni Paolo sbarcò a Cesarèa e salì a salutare la Chiesa; quindi scese ad Antiochia. Trascorso colà un po' di tempo, partì di nuovo percorrendo di seguito le regioni della Galazia e della Frigia, confermando tutti i discepoli. Arrivò a Efeso un Giudeo, chiamato Apollo, nativo di Alessandria, uomo eloquente e forte nelle Scritture. Questi era stato ammaestrato nella Via del Signore e fervente di Spirito parlava e insegnava esattamente ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto l'immersione di Giovanni. Egli cominciò a parlare apertamente nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero esattamente la Via di Dio. Poiché egli desiderava passare in Achaia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di accoglierlo. Giunto colà, fu di grande aiuto a quelli che per opera della grazia avevano creduto; confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che il Cristo è Gesù.
ratelli, a noi occorreva un tale gran sacerdote: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori, elevato al di sopra dei cieli. Egli non ha bisogno, tutti i giorni, come i sommi pontefici, di offrire vittime prima per i propri peccati, poi per quelli del popolo, perché lo ha fatto una volta per tutte offrendo se stesso. Infatti la Legge costituisce sommi pontefici uomini soggetti a debolezza, mentre la parola del giuramento, successiva alla Legge, ha perfezionato per l’eternità il Figlio. Il punto capitale delle cose dette è questo: noi abbiamo un tale gran sacerdote che si è assiso alla destra del trono della Maestà nei cieli, liturgo del santuario e della tenda, quella vera che ha piantato il Signore, non un uomo. [Pari agli Apostoli]
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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