ratelli, la promessa di diventare erede del mondo non è stata fatta ad Abramo o alla sua discendenza per mezzo della Legge ma per mezzo della giustizia della fede. Se infatti gli eredi lo sono per legge, la fede si svuota e la promessa è resa inattiva. Infatti la legge produce l'ira: dove non c'è legge non c'è neppure trasgressione. Quindi l'eredità dipende dalla fede, affinché sia per grazia, e la promessa sia valida per tutti i discendenti tutti, non solo per quelli che vengono dalla Legge, ma anche per quelli che vengono dalla fede di Abramo - che è padre di noi tutti, come sta scritto: Ti ho costituito padre di molte genti - nel Dio in cui ha creduto, che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che non sono. Egli ha creduto sperando contro ogni speranza, e così divenne padre di molte genti, come gli era stato detto: Così sarà la tua discendenza. Poiché non era debole nella fede, considerò il suo corpo già privo di vita - aveva circa cento anni - e morto il grembo di Sarra, ma non dubitò con incredulità, fu invece fortificato nella fede e diede gloria a Dio, convinto che quanto egli ha promesso è anche capace di fare. Anche per questo gli fu computato a giustizia. E non solo per lui fu scritto che gli fu computato, ma anche per noi, ai quali sta per essere computato, a noi che crediamo in Colui che risuscitò dai morti il nostro Signore Gesù, il quale fu consegnato a causa dei nostri peccati ed è risuscitato per la nostra giustificazione.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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