ratelli, non gettate via la vostra confidenza, che ha una grande retribuzione. Avete infatti bisogno di pazienza, perché, avendo fatto la volontà di Dio, otteniate le cose promesse. Ancora un poco, infatti, appena un poco, colui che viene giungerà e non tarderà; il giusto vivrà per fede, se invece si sottrae, non si compiace in lui l’anima mia. Noi però non siamo di quelli che si sottraggono, per la rovina, ma di quelli che credono, per la salvezza dell’anima. La fede è garanzia di ciò che si spera, prova di ciò che non si vede. Per essa gli antichi sono stati approvati. Per fede sappiamo che i mondi furono disposti dalla parola di Dio, sicché da ciò che non si vede è derivato quel che si vede. Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio più prezioso di quello di Caino, e per essa fu dichiarato giusto, avendo Dio attestato di gradire i doni di lui; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede Enòch fu assunto in cielo, in modo da non vedere la morte, e non lo si trovò, perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti dell’assunzione, gli fu attestato che era piaciuto a Dio. Senza fede è impossibile piacergli. Chi si avvicina a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa quelli che lo cercano. Per fede Noè, avvisato di cose che ancora non si vedevano, preso da timore preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia, e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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