ratelli, sappiamo che la legge è spirituale, io invece sono di carne e venduto al peccato. Infatti, non so quel che faccio: non faccio quel che voglio, ma faccio ciò che odio. Se faccio quel che non voglio, riconosco che la legge è buona; ma non sono io a farlo, bensì il peccato che abita dentro di me: infatti, so che in me – cioè nella mia carne – non abita il bene; mi è vicino il volere ma non il fare il bene. Non faccio ciò che voglio, il bene, ma ciò che non voglio, il male. Faccio ciò che non voglio, ma non sono io a farlo bensì il peccato che abita in me. Scopro questa legge: volendo fare il bene, mi è vicino il male. Infatti, nel mio uomo interiore sono d'accordo con la legge di Dio ma vedo che nel mio corpo un'altra legge combatte contro la mia mente e mi rende prigioniero della legge del peccato che è nelle mie membra. Ahimè, uomo infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore: io stesso con la mente servo la legge di Dio, ma con la mente servo la legge del peccato. Però adesso non c'è condanna per chi è con Cristo Gesù e non procede secondo la carne, bensì secondo lo Spirito. Infatti la legge dello Spirito di vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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