n quel tempo Giuda Iscariota, uno dei dodici, si recò dai sommi sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione per consegnarlo. Il primo giorno degli azzimi, quando immolavano la pasqua, i suoi discepoli gli dissero: "Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?" Allora manda due dei suoi discepoli e dice loro: "Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua. Seguitelo e dovunque entri dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza per mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala superiore, grande, arredata, pronta; là preparate per noi". I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la pasqua. Fattasi sera, egli viene con i dodici. Ora, mentre erano seduti a mensa e mangiavano, Gesù disse: "In verità vi dico: uno di voi, che mangia con me, mi tradirà". Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: "Sono forse io?" E ancora: "Sono forse io?" Ed egli rispose, dicendo loro: "Uno dei dodici, colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio dell'uomo va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è consegnato. Buon per lui se quell'uomo non fosse mai nato!" Mentre mangiavano, Gesù prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: "Prendete, mangiate, questo è il mio corpo". Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: "Questo è il mio sangue della nuova alleanza, versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino a quel giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio". E, dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il Monte degli Ulivi. Gesù disse loro: "In questa notte tutti rimarrete scandalizzati a causa mia, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse. Ma, dopo essere risorto, io vi precederò in Galilea". Allora Pietro gli disse: "Anche se tutti saranno scandalizzati, io non lo sarò". Gesù gli disse: "In verità ti dico: proprio oggi, questa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte". Ma egli con grande insistenza diceva: "Se anche dovessi morire insieme con te, non ti rinnegherò". Lo stesso dicevano anche tutti gli altri. Giunsero intanto in un podere chiamato Getsemani, ed egli disse ai suoi discepoli: "Sedetevi qui finché prego". Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: "La mia anima è triste sino alla morte. Restate qui e vegliate". Poi, andato un po' innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell'ora. E diceva: "Avvà, Padre! Tutto è possibile a te; porta via da me questo calice. Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu". Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: "Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vegliare un'ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione: lo spirito è pronto, ma la carne è debole". Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato, li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano cosa rispondergli. Viene la terza volta e dice loro: "Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l'ora: ecco, il Figlio dell'uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi consegna è vicino".
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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