ratelli, non vi scrivo un comandamento nuovo, ma un comandamento antico, che avevate fin dal principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito fin dal principio. Vi scrivo ancora un comandamento nuovo, che è vero in lui e in voi, poiché la tenebra passa e già splende la luce vera. Chi afferma di essere nella luce e odia il suo fratello è ancora nelle tenebre. Chi ama il suo fratello dimora nella luce e in lui non vi è inciampo. Ma chi odia il suo fratello è nella tenebra e cammina nella tenebra e non sa dove va, perché la tenebra ha accecato i suoi occhi. Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati rimessi i peccati nel suo nome. Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è dal principio. Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il maligno. Ho scritto a voi, ragazzi, perché avete conosciuto il Padre. Ho scritto a voi, padri, che avete conosciuto colui che è dal principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno. Non amate il mondo né ciò che vi è nel mondo. Se uno ama il mondo, in lui non c’è l’amore del Padre. Poiché tutto ciò che vi è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi, la superbia della vita, non è dal Padre ma è dal mondo. Il mondo passa e così la sua concupiscenza: ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.
Nota di redazione sulle Letture del giornoLe Letture del giorno pubblicate seguono il Calendario giuliano ecclesiastico.
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